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Lucia Stove: La stufa a biomassa del futuro.

settembre 16th, 2009 by Elisa in Energie rinnovabili

Lucia Stove è una stufa rivoluzionaria. Brucia biomassa e, invece di produrre CO2, la sequestra intrappolandola nel biochar, un carbone vegetale che può essere usato come concime. Il processo è ottenuto in una camera aperta dalla forma semplice, sfruttando solo la circolazione dell’aria.

lucia stoveNathaniel Mulcahy della WorldStove, azienda tortonese di progettazione e consulenza ingegneristica, ha inventato e brevettato pochi mesi fa la Lucia Stove, una stufa a bassissimo costo originariamente pensata per i mercati poveri del terzo mondo, in grado di produrre energia pulita partendo da materie prime quali il pellet, o gli scarti di lavorazione dell’agricoltura (biomassa). 

Il progetto è iniziato 7 anni fa ad Haiti con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita delle popolazioni rurali dei paesi in via di sviluppo, riducendo nel contempo la deforestazione, causata dall’uso di legna sia per cucinare che per produrre carbone. Il vantaggio, in termini di lotta alla deforestazione, sta nel fatto che la stufa va alimentata con sterpaglie, residui agricoli, rami secchi, anziché con legna grossa.

Il meccanismo alla base di questa stufa è la pirolisi: un processo di combustione per gassificazione che si produce in assenza di ossigeno, lo stesso che si usa da sempre per produrre il carbone vegetale. 

In Lucia Stove però per la prima volta il processo è ottenuto non in una camera di combustione chiusa, ma in una stufa aperta, dalla costruzione semplicissima e che ha un costo dai 30 ai 50 euro in contrapposizione con i 1.000-3.000 € dei pirolizzatori in commercio.

Lucia Stove sfrutta un particolare sistema di circolazione dell’aria per ottenere una combustione senza ossigeno che lascia come residuo carbone vegetale, il biochar, nel quale la CO2 resta immagazzinata, anziché venire dispersa in atmosfera e che può essere usato come concime.

Una volta accesa, la stufa fa sviluppare alla biomassa un gas sintetico (un mix di  idrogeno, metano e monossido di carbonio) che bruciando forma una specie di cappa che consuma l’ossigeno impedendogli di entrare.

Ed ecco che una semplice stufa componibile in 5 pezzi riesce a raggiungere un’efficienza di combustione del 93% con emissioni minime (circa del 6% di quelle di una caldaia a metano). Un risultato molto buono se confrontato con il 7-12% di un fuoco aperto ma anche con l’80% di una stufa a pellet, perché mentre in questi due casi il bilancio di CO2 è neutro, si rilascia cioè in atmosfera l’anidride carbonica immagazzinata dalle piante, con Lucia Stove il bilancio delle emissioni è negativo, perché la CO2 resta nel biochar.

Ora, oltre a stufe di dimensioni più grandi e a caldaie, si sta lavorando all’applicazione della tecnologia di Lucia Stove a “centrali a biomasse” da 1,5 a 50 MW e a piccoli “impianti di cogenerazione”, che usano cioè il calore del processo per generare energia elettrica.

Si tratterebbe di un modo di produrre energia economicamente competitivo con il fotovoltaico, particolarmente conveniente per industrie agroalimentari o aziende agricole, che si vedrebbero ripagate dell’investimento per un impianto da un chilowatt in circa 3 mesi. I cogeneratori basati sulla tecnologia di Lucia Stove, infatti, possono essere alimentati con qualsiasi tipo di biomassa purché abbia umidità inferiore al 30%, compresi quindi gli scarti agricoli di ogni genere che le aziende altrimenti dovrebbero pagare per smaltire.

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8 commenti all'articolo “Lucia Stove: La stufa a biomassa del futuro.”

  1. Commento di ilario Fantuzzi

    Bello, affascinante. Peccato però…..
    Ho ordinato e pagato 105 euro il 15 novembre 2009, ad oggi – 19 aprile 2010 – non ho ricevuto niente. Nessuna risposta neanche alle mail e alle Raccomandate.
    Che delusione!

  2. Commento di BUFALA

    credo sia una bufala ho provato a cercarli per comprarne una o venderle in giro per il mondo ma non ho avuto risposta dicono sempre chiami fra tre mesi poi fra tre mesi
    la solita bidonata

  3. Commento di Enrico

    Non è una bufala, io assieme a un gruppo di amici l’abbiamo acquistata a scopo sperimentale. C’è voluto più di un anno prima di riuscire a fissare un’appuntamento, e non è stato di certo semplice!
    Il sig. Nathaniel Mulcahy non si è mai interessato molto della vendita del prodotto e nonostante le promesse ha completamente trascurato le persone interessate alle possibili applicazioni della stufa qui in Italia. Nathaniel da un pò di tempo si è trasferito di nuovo ad Haiti per utilizzare la stufa per i suoi reali scopi e ha, x così dire, abbandonato coloro i quali stavano scoprendo il funzionamento e i segreti della sua meravigliosa creatura… sono rimasti a piedi anche tutti i professori universitari con i quali si era instaurata una vera e propria collaborazione professioanle a scopo di ricerca del biochar. Comunque la Lucia Stove funziona e come! Noi la stiamo utilizzando e studiando di giorno in giorno!

  4. Commento di Pier Enrico Rossi

    é in commercio?

  5. Commento di francesco

    a me e’ sembrata una bufala impossibile contattarli
    e dopo un po’ che li cerchi ti dicono che non sono interessati alla vendita
    sono dei truffatori

  6. Commento di PAOLETTI

    ANCHE IO HO INVIATO E PAGATO PER 2 STUFE LUCIASTOVE.ORMAI E’ PIU DI UN ANNO CHE QUESTO TIZIO E’ SPARITO CON I SOLDI DI MOLTE PERSONE.

  7. Commento di bioetico

    Salve a tutti
    Vorrei portare la mia testimonianza di aver creato e provato questa fenomenale stufetta… è molto semplice costruirla, io ne ho fatti alcuni modelli, il primo con materiale di riciclo l’ultima è in completamento. Con 2 tubi in acciaio e 2 pezzi di alluminio e un pò di ore al tornio la si fa tranquillamente. Avrei intezione di farne qualcuna in più e di venderle ai miei vicini che mi hanno gia chiesto se gliene costruisco.
    Capisco che per molti si sia trasformata in una sorta di Bufala, ma provate anche con un bussolotto di vernice ed uno di caffè e vi renderete conto che la creazione funziona d’avvero. Non saprei dirvi che tipo di fumi si sprigionino dalla combustione di questo gas, ci vorrebbe un laboratorio cosa che non posso permettermi.
    Apparte ciò io ho trovato il modo di sfruttare anche l’olio di frittura di casa, scarti di lavorazioni dei cereali e Funziona tutto alla grande, fidatevi, prima o poi la si sentirà nominare. Apparte che in commercio esistono già da anni caldaie pirolitiche dette a “fiamma rovesciata” quindi se uno se la vuole prendere… vedete “arca-caldaie” per esempio.
    Statemi bene e in bocca al lupo

  8. Commento di mario da napoli

    ho sentito parlarne e poi l’ho vista per la prima volta in geo & geo ( rai 3 ) . mi propongo di costruirla perchè ne sono rimasto entusiasta per la sua “semlice” genialità. chiedo. qualcuno già ha fatto un’esperienza simile? mi piacerebbe saperne sugli elementi riciclati per la sua realizzazione. by.

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