Volkswagen lancia EcoBlue, la mini centrale elettrica a metano.
settembre 10th, 2009 by Sara in Energie rinnovabili
“EcoBlue” è una “mini centrale” elettrica a metano destinata a produrre energia domestica, realizzata da Volkswagen in collaborazione con Lichtblick.
Dietro a EcoBlue c’è la Lichtblick, una società di Amburgo operante nel campo dell’energia verde, che si è accordata con la casa automobilistica Volkswagen per portare questa iniziativa sul mercato nazionale nella primavera del 2010.
A Volkswagen il compito di fornire i propri sofisticati motori a metano, simili a quelli utilizzati nella Golf per la realizzazione di impianti in formato assolutamente familiare.
La trovata rivoluzionaria è appunto la mini-centrale elettrica in casa, in cantina o nello sgabuzzino, che produce l’energia per l’appartamento in cui si vive, e trasmette l’esubero di produzione di energia a un accumulatore, il quale la redistribuisce in rete.
Lichtblick conta di vendere a partire dal prossimo anno ben 100.000 impianti EcoBlue per creare l’equivalente di una stazione di 2.000 MW di potenza l’equivalente dell’energia erogata da due centrali nucleari.
In realtà EcoBlue è stato pensato per funzionare come un unico sistema virtuale: le mini centrali private saranno infatti collegate tra loro in rete e saranno in grado di immettere in rete l’energia in eccesso o conservarla per i momenti di maggiore necessità.
Le unità di EcoBlue saranno commercializzate prima ad Amburgo e successivamente in altre parti del paese ad un costo individuale di installazione di 5.000 euro per nucleo familiare. Inoltre le persone pagherebbero un prezzo più basso per il riscaldamento e riceverebbero un modesto “affitto” per ospitare il generatore, così come un premio alla fine dell’anno, calcolato sui ricavi di energia elettrica.
Il cuore di EcoBlue è un motore Volkswagen a metano, derivato dai propulsori di serie della Golf, che produce energia di per sé e muove un generatore. La mini centrale Volkswagen-Lichtblick fornisce l’energia necessaria al consumo domestico, con un’efficienza di produzione di circa il 94% nel rapporto consumo-produzione e produzione-utilizzo possibile di energia. Molto di più del 40% circa delle moderne centrali nucleari o a carbone.
La produzione di energia residua di Ecoblue, non utilizzata in casa, viene convogliata insieme alla residua produzione delle altre centrali domestiche e immagazzinata in un accumulatore, con cui poi Lichtblick redistribuisce la corrente ai suoi utenti in rete. Tutto senza costruire costose nuove grandi centrali, solo interconnettendo come tanti mini-computer collegati grazie a Internet le centomila (e forse domani i milioni) di mini-centrali domestiche.
Interessantissimi anche i costi d’acquisto ed esercizio di EcoBlue per l’utente: l’installazione viene fornita per 5000 euro, poi si paga un canone mensile di 20 euro più il consumo mensile d’energia secondo le tariffe ufficiali, pubblicamente imposte, del gas. In più il produttore paga all’utente 5 euro mensili di “affitto” e 0,5 cent per ogni chilowatt immagazzinato nell’accumulatore. Riparazioni e manutenzione gratis.
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settembre 10th, 2009
La Fiat un’idea simile l’ha avuta e realizzata oltre vent’anni fa: con un motore fire 903 cc alimentato a metano realizzò il “Totem”, minigeneratore elettrico ad alto rendimento. Perchè non ebbe successo? Spero che qualcuno me lo sappia dire.
settembre 11th, 2009
salve volevo sapere se è possibile acquistare l’ecoblue per uso domestico e inserire la corrente in più in rete con conto energia in italia, se possibile conttatare l’azienza venditrice
grazie
paolo alberti
via G. galilei 20 63030
stella di Monsampolo T. AP
settembre 22nd, 2009
Due anni, durante l’ultima (fin ora) crisi della Fiat, Beppe Grillo fa un discorso ai lavoratori:
http://www.youtube.com/watch?v=ir2yxt_EWtA
“Se costruisci una macchina che, metti la benzina e per il 90% scalda, che ca**o te ne fai? Allora costruisci stufe, non macchine!”
Quelli della Wolkswagen lo hanno capito prima.
ottobre 1st, 2009
perché mai non viene pubblicato un conto previsionale dei costi e dei ricavi?
ottobre 7th, 2009
Buongiorno.
Devo dire che l’impatto della notizia sembra efficace,
ma da quando ho controllato notizie come l’illuminazione pubblica a led … a mio avviso solo pubblicità e niente arrosto, sono un po’ scettico:
perché nell’articolo si dichiara il rendimento del progetto ma non si dice la cilindrata del motore e quanta energia produce? I tecnici di solito sono precisi.
Si può posizionare facilmente dappertutto… ma un riferimento al tubo di scarico dell’impianto non andava fatto?
Visto che questo motore a metano inquina, si potrebbe fare una grande centrale a metano che in proporzione inquinerebbe molto meno, anche se si perderebbero i soldini degli eco-incentivi.
Si dice nell’articolo che tutti i generatori in rete conserveranno l’energia in eccesso, ma dove? Forse in secchi di plastica?
Si conservano solo piccolissime quantità di energia, infatti gli studi sono tesi ad aumentare la capacità delle batterie, grande limite delle auto elettriche.
Ho letto anche dell’iniziativa Fiat, che mai sarà successo all’insuccesso?
Interessanti i costi d’acquisto e d’esercizio per l’utente… ma anche molto confusi:
perché se acquisto l’impianto e pago anche il canone per la manutenzione per produrmi l’energia e pago io il metano non sono io il produttore?
Meno male però, che ci regalano 5€ di affitto (stabilito da loro) e mezzo centesimo a Kw prodotto!
Ma “LORO” (operanti nel campo delle energie verdi..)quanto incasseranno a Kw prodotto dall’impianto nostro e che noi paghiamo per far funzionare? Perché un premio calcolato sui ricavi dell’energia elettrica e non i ricavi di tutta l’energia prodotta?
Gli incentivi di produzione sono solo su impianti piccoli, forse per questo chiedono le nostre case, praticamente gratis, per fare i loro piccoli impianti e avere certificati verdi, proprio come accade per i pannelli fotovoltaici!
Ricapitolando: 1)Noi paghiamo l’impianto
2)Noi paghiamo il canone
3)Noi paghiamo il metano
4)Noi ci mettiamo “regaliamo” il locale
-Altri dichiareranno produzioni verdi e incasseranno soldi dall’incentivo e dalla vendita dei certificati verdi.
Proprio un bell’affare!
Penso che ancora una volta non si pensa all’inquinamento ma ai soldi!
ottobre 8th, 2009
Questo è il primo passo verso la costruzione di macchine elettriche.
Infatti fino ad oggi si è detto che la carenza di energia elettrica ha impedito la costruzione di automobili che la utilizzano.
Semplicemente gli attuali motori non verranno più utilizzati nelle automobili ma per creare energia elettrica e che queste ultime utilizzeranno per potersi muovere senza inquinare.
Se poi si calcola che il metano è una fonte inesauribile e che può essere prodotto nelle anche nelle fattorie di animali tramite un semplice trattamento allora tornano anche i conti.
Purtroppo siamo di fronte a chi non vuole cambiamenti di questo tipo e preferisce fare centrali nucleari.
Voglio solo ricordare che l’energia elettrica coprata dalla francia è energia nucleare ma serve per far funzionare le centrali idroelettriche e riportare l’aacqua a monte per poi essere rivenduta alla stessa francia.
Basterebbe che ogni comune si dotasse di una di queste eco-blue per evitare la costruzione di qualsiasi centrale e per avere illuminazione pubblica a costi inferiori e inquinando meno.
ottobre 11th, 2009
il totem non ebbe successo perchè i tempi non erano maturi..
marzo 22nd, 2010
[...] Partiamo delle cose che già esistono, impianti di cogenerazione, uno dei primi è stato realizzato in Italia nel 1973, poi ovviamente visto che era una grande idea la Fiat a deciso di abbandonarla. Si chiamava TOTEM, ora in Germania la volkswagen ha ripreso l’idea e produce Ecoblu. [...]
aprile 9th, 2010
10 aprile 2010
Un brevetto Fiat del 1972 è stato copiato dalla Volkswagen (a brevetto scaduto) e verrà attuato man mano nella zona di Amburgo (100.000 unità). Successivamente si installeranno in Germania 1.000.000 di impianti. Segue il resto del mondo.
Le condizioni di fornitura ed altri dettagli trovano nei siti Volkswagen/Lichtblick. La resa è fra il 95-97% (sommando la resa elettrica e l’energia termica derivante dal raffreddamento del motore. Abbinando una pompa di calore si può ottenere il riscaldamento d’inverno ed il raffrescamento d’estate.
Da noi non ha avuto successo perchè esisteva in quegli anni il monopolio dell’Enel e l’unica energia che si poteva produrre era quella generata pedalando e azionando di conseguenza la dimano della bicicletta. Viva l’Italia ed i monopoli!!!!!! Quale castigo avremo nuovamente il nucleare, senza aver risolto il problema scorie precedenti.
aprile 9th, 2010
aggiungo: la Volkswagen ha costruito un nuovo stabilimento per la produzione del motore per questo programma. Noi lottiamo per dare lavoro a certi stabilimenti della Fiat. Perchè non riprendono in mano questo progetto??
La Volkswagen alimenta attualmente nella prima fase gas metano, in attesa di passare al biogas, assolutamente non inquinante.
Oltre alla produzione dei motori ci saranno i servizi generati da questo sistema: installatori, idraulici, elettricisti, manutentori ecc.
La Germania da tempo ha un numero di addetti nel settore delle energie rinnovabili che supera in totale (eolico-solare fotovoltaico -biogas – geotermico – maremotrice) gli addetti dell’industria automobilistica (in forte crisi) mentre il settore delle rinnovabili è in forte espansione.
Aggiungo ancora: il geotermico è nato in Italia il 04.07.1904, ma da noi è un perfetto sconosciuto. Mentre in Germania per le installazioni geotermiche si fanno previsioni nell’ordine dei Terawatt. Negli altri settori le previsioni proiettate nel 2020 sono nell’ordine dei Megawatt.
maggio 14th, 2010
c’è da chiedersi quale crudeltà spinge i nostri governanti a non prendere in considerazione delle soluzioni come questa, e non si parli di organizzazione.
maggio 20th, 2010
[...] sarebbe , al momento la differenza tra la tecnologia http://www.ok-ambiente.com/2009/09/10/volkswagen-lancia-ecoblue-le-mini-centrali-elettriche-a-metano…e Bloomenergy ? Entrambe funzionano alimentandosi a METANO, le applicazioni ad uso civile, immediate [...]
novembre 28th, 2010
mi piacerebbe ricevere la documentazione completa se possibile in italiano o almeno in inglese con l’abbinamento a pompa di calore e con lo sfruttamento del calore fumi ecc. del motore endotermico per riscaldamento e acqua calda sanitaria.
mi piacerebbe poi sapere se e possibile installarlo in italia con contratto di scambio con uno degli enti distributori di nergia elettrica
gennaio 4th, 2011
vorrei sapere in italia dove uno potrebbe acquistare questo cogeneratore
febbraio 23rd, 2011
Esiste un micro tutto italiano… guardate un poco qui…
http://www.cdmenergia.com/concessionari.html
aprile 24th, 2011
perche comprare il gasolio cosi caro quando ce il brevetto europeo di Fiorilla Giuseppe titolare della cabe srl col suo meccanismo a ruota libera unidirezionale e bidirezionale che trasforma l’energia ineziale in energia meccanica pulita inesauribile che fa muover l’autoarticolato, tir, autobus, treni, tram, con un consumo di carburante di 25 km per litro con un risparmio del 90% e quindi un inquinamento in meno del co2 del 90%al nostro pianeta. Tale meccanismo e stato accolto dalla Commissione Europea col sito WEB “energia inerziale la Commissione Europea Penso Ecologico” Se volete visitare il Mio sito WEB “energia pulia gepaf.it”
giugno 13th, 2011
[...] Cito da qui: Il cuore di EcoBlue è un motore Volkswagen a metano, derivato dai propulsori di serie della Golf, che produce energia di per sé e muove un generatore. La mini centrale Volkswagen-Lichtblick fornisce l’energia necessaria al consumo domestico, con un’efficienza di produzione di circa il 94% nel rapporto consumo-produzione e produzione-utilizzo possibile di energia. Molto di più del 40% circa delle moderne centrali nucleari o a carbone. La produzione di energia residua di Ecoblue, non utilizzata in casa, viene convogliata insieme alla residua produzione delle altre centrali domestiche e immagazzinata in un accumulatore, con cui poi Lichtblick redistribuisce la corrente ai suoi utenti in rete. Tutto senza costruire costose nuove grandi centrali, solo interconnettendo come tanti mini-computer collegati grazie a Internet le centomila (e forse domani i milioni) di mini-centrali domestiche. Interessantissimi anche i costi d’acquisto ed esercizio di EcoBlue per l’utente: l’installazione viene fornita per 5000 euro, poi si paga un canone mensile di 20 euro più il consumo mensile d’energia secondo le tariffe ufficiali, pubblicamente imposte, del gas. In più il produttore paga all’utente 5 euro mensili di “affitto” e 0,5 cent per ogni chilowatt immagazzinato nell’accumulatore. Riparazioni e manutenzione gratis”. [...]
luglio 5th, 2011
il costo del chilowatt è di 7 centesimi (per produre energia con i prezzi di mercato di oggi servono questi soldi) e con questa macchina quanto costa?, perchè non proviamo a fare un conto economico più dettagliato?