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L’Italia torna al nucleare, dure le reazioni dei contrari.

luglio 13th, 2009 by Sara in Curiosità

“Inutile e dannoso”, “ritorno alla preistoria”, “follia ambientale ed economica”. Sono durissime le reazioni al via libera definitivo dato dal Senato al disegno di legge sullo sviluppo, il provvedimento che stabilisce il ritorno dell’Italia all’energia nucleare.

Mappa centrali grandi Paradossalmente, rispetto a 22 anni fa, quando il nucleare fu espulso dal Paese con un referendum popolare, oggi la preoccupazione delle associazioni che promossero quella campagna sembrano essere economiche prima ancora che di tipo ecologico.

Puntare come vuole fare l’Italia con il “ddl sviluppo” sull’obsoleto nucleare di terza generazione dopo aver abbandonato da anni la ricerca e la produzione industriale legata a questo settore, prima ancora che un problema di sicurezza è un colossale spreco di risorse.

“Con grande soddisfazione – denuncia ad esempio Legambiente – l’Italia oggi ha raggiunto un antico obiettivo: tornare alla preistoria energetica e spendere soldi in grandiose e fragili cattedrali per la produzione di energia nucleare di terza generazione, proprio quella tecnologia che Barack Obama si è rifiutato di finanziare perché inquinante e insicura”.

Nel dibattito interviene anche il Wwf. “Il G8 a presidenza italiana – ricorda l’associazione – affronta il nodo cruciale delle politiche climatiche ed energetiche del Pianeta, dalle quali emerge la necessità di puntare con decisione ed urgenza sulle nuove tecnologie pulite: sembrerebbe una strada finalmente tracciata anche per l’Italia, facilitata anche dal consenso che si sta formando tra i paesi più influenti del mondo. E invece no: alla prova dei fatti, l’Italia decide di perseverare sulla vecchia strada e continuare a perdere tempo e denaro puntando tutte le proprie carte sull’opzione nucleare e ponendo un’ipoteca quasi irreversibile sulla diffusione delle energie rinnovabili nel nostro paese”.

L’altro aspetto che viene denunciato dagli ambientalisti è proprio il sacrificio che gli investimenti sul nucleare, decisamente antieconomico e fuori mercato, richiederanno allo sviluppo di eolico e solare. “Costruire le nuove centrali – prevede il direttore di Greenpeace Giuseppe Onufrio – porterà l’Italia ad avere una disponibilità eccessiva di energia, il che porterà inevitabilmente a un allentamento della spinta sulla produzione da fonti rinnovabili e sul consumo efficiente”.

Roberto Della Seta capogruppo del Pd nella commissione Ambiente del Senato afferma che “Il ddl è nato vecchio e ora è addirittura decrepito. Mentre tutti i Paesi industrializzati vanno verso l’innovazione e le fonti rinnovabili, per il nostro governo i problemi energetici dell’Italia si risolvono ricominciando a produrre energia nucleare tra 20 anni. Ed i siti nucleari verranno scelti liberamente dalle imprese che li realizzeranno e potranno essere localizzati anche contro la volontà delle Regioni”.

Mappa centrali piccoleTra i più agguerriti contro il ddl c’è infatti anche Nichi Vendola, il governatore della Puglia, una delle regioni che potrebbe essere interessata dalla costruzione di una nuova centrale. “Le centrali nucleari sono impianti a rischio rilevante, la Puglia – avverte il governo – vuole continuare a essere la terra delle rinnovabili, il parco delle energie rinnovabili più interessante d’Europa”. “Ho proposto già al ministro Scajola – conclude Vendola – il tema vero: l’ottimizzazione della rete di trasmissione. Il paese perde il 12% dell’energia che produce a causa dell’obsolescenza della rete”.

Sulla stessa lunghezza d’onda la reazione di Mercedes Bresso, presidente del Piemonte, regione dove sorge ancora la vecchia centrale di Trino Vercellese. “Il nucleare è una scelta sbagliata dal punto di vista strategico, economico e anche della sicurezza per i cittadini – commenta – E ci sono moltissimi dubbi sulla reale copertura economica dell’enorme spesa che si dovrebbe programmare”.

Le due mappe indicano i possibili siti degli impianti.

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Un commento all'articolo “L’Italia torna al nucleare, dure le reazioni dei contrari.”

  1. Commento di Il Governo approva la localizzazione dei siti nucleari. | Ok Ambiente . com

    [...] campagna di propaganda pro-nucleare; espropriazione dei territori e delle regioni sulla scelta dei siti, tema su cui lo stesso Consiglio di Stato ha espresso un parere critico e su cui si attende la [...]

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