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Nei microrganismi il futuro dei biocombustibili.

maggio 22nd, 2009 by Sara in Energie rinnovabili

Il Dipartimento dell’energia degli Stati Uniti sta studiando un batterio che vive nelle sorgenti calde di Yellowstone, in grado non solo di degradare la cellulosa ma anche di trasformarla in acetato e poi in etanolo.

anaerocellumI microrganismi potrebbero essere i protagonisti del nostro futuro energetico: batteri, cianobatteri, funghi e microalghe sono piccoli “impianti chimici” efficienti ed economici per produrre biocombustibili a basso impatto ambientale. È quanto è stato riportato da un gruppo di ricercatori al convegno nazionale dell’American Society for Microbiology.

“Siamo stati incaricati di sviluppare la prossima generazione di biocombustibili cellulosici: se un giorno riuscissimo a fornire energia da parti vegetali cellulosiche non commestibili potremmo porre fine alla polemica sulla produzione di biocombustibili”, ha spiegato Tim Donohue dell’Università del Wisconsin a Madison, codirettore degli Energy Bioenergy Research Centers, autore della relazione.

Quando si parla di combustibili alternativi, a monopolizzare l’attenzione dei ricercatori è l’etanolo.
Negli Stati Uniti quasi la totalità di questo alcool è fermentato a partire dagli zuccheri che si trovano nell’amido di mais o nei semi di mais. Questo tipo di produzione, tuttavia, è stato criticato perché, entrando in concorrenza con l’industria alimentare nell’acquisto di materie prime, ne fa aumentare notevolmente il prezzo.

In tutto il mondo, pertanto, si stanno cercando biomasse alternative, con l’idea di utilizzarle come fonte di cibo per microorganismi in grado di farli fermentare in etanolo.
La materia prima più promettente è la biomassa ligneo-cellulosica, che comprende i residui del legno delle lavorazioni industriali o della carta, e residui agricoli non commestibili come i tutoli dello stesso mais.
In alternativa, è possibile sfruttare coltivazioni espressamente dedicate come il Panicum virgatum, molto diffuso in Nord America.

Oltre a studiare le biomasse disponibili, nei laboratori si cercano anche microrganismi adatti a svolgere il processo fermentativo: Martin Keller dell’Oak Ridge National Laboratory, direttore del Centro di ricerca sulle bioenergie del Dipartimento dell’energia degli Stati Uniti (DOE) sta studiando un batterio che vive nelle sorgenti a 80 gradi Celsius del Parco di Yellowstone, l’Anaerocellum.

Si tratta in effetti di un microrganismo che è in grado non solo di degradare la biomassa cellulosica estraendone gli zuccheri, ma anche di trasformarla in acetato e poi in etanolo. Inserito in una produzione industriale, la completezza di tale processo farebbe risparmiare tempo e denaro.

“Finora degradare la biomassa cellulosica è stato poco conveniente dal punto di vista economico: è questo il motivo per cui non è ancora stata avviata un’industria sostenibile dei biocombustibili; le nuove prospettive aperte dalla ricerca, tuttavia, potrebbero cambiare le cose,” ha concluso Keller.

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