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Fornello solare e lavatrice a noci: la casa diventa “verde”.

aprile 16th, 2009 by Sara in Casa ecologica

Ecco le sette idee più ingegnose per coniugare utilità domestiche e minimo impatto ambientale.

Il fornello solare. Jon Bohmer ha inventato il fornello a energia solare che gli è valso il primo premio del Climate Change Challenge 2009, il concorso per l’invenzione più “eco” organizzato dal Forum for the future. Il fornello (costo di realizzazione: 5 dollari) è di piccole dimensioni, produce calore grazie all’energia solare e sarà utilissimo a quei due miliardi di persone che vivono al di sotto della di povertà ed hanno il sole come unico patrimonio. Permetterà loro di disinfettare l’acqua e renderla potabile, riscaldarsi di notte e cucinare.

Il tessuto-luce

Il tessuto-luce

Il tessuto-luce. Energia rinnovabile protagonista anche nel progetto Portable Light, realizzato dal MIT (Massachusetts Institute of Technology) grazie a un’idea della scienziata Sheila Kennedy. Anche stavolta il principio è semplice, basato sull’integrazione di pannelli solari flessibili in stoffe e tendaggi in modo da creare energia gratuita e libera. Il progetto pilota è nato per risolvere le esigenze della popolazione indigena dell’area messicana della Sierra Madre, che non ha accesso all’elettricità. Il “tessuto solare” viene realizzato con semiconduttori che, assorbendo la luce del sole,  la convertono in energia elettrica. Il risultato finale è un materiale leggero, portatile e morbido, capace di immagazzinare i raggi del sole e restituire luce, trasformandosi in una sorta di lampada nomade.

Le bici ricaricabili. Non poteva mancare l’energia solare anche per i mezzi di trasporto. Il sistema su due ruote Ubicycle, creato dall’agenzia di design Continuum, darà ai viaggiatori di Montreal (prima città in cui verranno distribuite le bici) un nuovo modo di percorrere la città, usando bici che all’occorrenza, grazie all’energia solare, diventano motorini ecologici. Per ricaricarle basterà appoggiarle alla rastrelliera. Bella invenzione: ma quante catene dovremmo mettere in Italia per evitare che qualcuno le rubi?

Le barche a energia termica. Scienziati dell’Università di Berkeley hanno messo a punto macchine acquatiche, dalle ridotte dimensioni, a propulsione solare “diretta”, capaci di sfruttare la tensione superficiale dei liquidi. Queste minuscole “barche” sono realizzate in plastica e strisce di carbonio nanostrutturato: quando i raggi del sole vengono concentrati sul dispositivo, i nanotubi si riscaldano rilasciando energia termica anche alle molecole d’acqua che li circondano e provocando così una diminuzione della tensione superficiale. In assenza di ostacoli, l’oggetto riscaldato si dirige verso una zona a maggior tensione spostandosi sulla superficie del liquido. In poche parole, la barca naviga senza inquinare il mare.

La stampante a caffè. Tra le materie prime rinnovabili però non c’è soltanto il sole. Anche gli avanzi di caffè possono essere riciclati e diventare ad esempio inchiostro per stampare documenti: questa la futuristica idea alla base della RITI Printer, una stampante ecologica dotata di una specie di bicchierino in cui versare gli avanzi di bevande scure (tè o caffè). E’ stata ideata dal coreano Jeon Hwan Ju, che l’ha iscritta all’ultima edizione della Greener Gadget Competition. Il bicchierino va mosso a destra e sinistra manualmente e la bevanda viene depositata sul foglio, risparmiando all’ambiente, in una prospettiva di lungo periodo, tonnellate di agenti chimici non biodegradabili.

La lavatrice a noci. Stesso discorso per la lavatrice E-Wash, creata dall’ungherese Levente Szabo, vincitore della quinta edizione dell’Electrolux Design Lab 07. Questo elettrodomestico compatto ha capacità di carico e centrifughe uguali a quelle dei moderni apparecchi, solo che invece dei classici detersivi in polvere utilizza le “noci lavanti” dell’albero Sapindus mukorossi, il cui potere detergente è noto da millenni in India e Nepal. Il merito è tutto dei gusci, ricchi di saponina (una sostanza presente in percentuale minima anche nei prodotti industriali) che in questo caso viene usata pura, si scioglie a contatto con l’acqua e funziona come un normale detersivo, con funzione anche disinfettante.

Acqua potabile eolica. Grazie alle energie rinnovabili è anche possibile ottenere acqua potabile dagli oceani senza dover ricorrere all’elettricità. Il progetto sviluppato dalla University of Technology di Delft, in Olanda, è riuscito nell’impresa sviluppando un mulino a vento a osmosi inversa, che pompa l’acqua salata utilizzando l’energia eolica e la porta dal mare alla membrana a osmosi, ad una pressione di circa 60 bar. Il sale contenuto nella soluzione viene così rilasciato, rendendo possibile ricavare acqua dolce. Il mulino è in grado di produrre dai cinque ai 10 metri cubi di acqua al giorno, a seconda della capacità e della velocità del vento a disposizione, e i serbatoi permettono di conservare l’acqua anche per cinque giorni in situazioni di siccità estrema o di scarsità di vento.
Le alternative per aiutare il pianeta dunque non mancano: basta avere la voglia di andarle a cercare.

Vedi articolo originale www.repubblica.it

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